
Tre donne, tre storie, tre modi di attraversare il dolore e interrogare il significato della santità. Da giovedì 22 a domenica 25 ottobre 2026, il Teatro Filodrammatici di Milano ospita «Causa di beatificazione. Tre canti per voce e tempesta», produzione SlowMachine che intreccia parola teatrale, immagini, luce e suono in una riflessione sulla violenza e sull’identità femminile.
L’ideazione e la regia sono di Rajeev Badhan, che firma anche video, luci, musiche e programmazione. La drammaturgia di Massimo Sgorbani prende forma attraverso le interpretazioni di Elena Strada e Sofija Zobina, affiancate dalla presenza in video di Isabella Nefar.
Il percorso si articola in tre canti, ciascuno caratterizzato da un diverso linguaggio tecnologico. Tre universi femminili nei quali il corpo diventa luogo di fede, conflitto e sacrificio, mentre la scena esplora il rapporto tra esperienza individuale e forze che la condizionano.
Nel Primo Canto, una figura ispirata alle mistiche Angela da Foligno e Veronica Giuliani attraversa l’estasi religiosa e il tormento fisico. La voce si trasfigura in luce e suono, dando forma alla tensione tra slancio spirituale e sofferenza del corpo.
Il Secondo Canto incontra una donna kosovara immersa nell’attesa e nella sopravvivenza. La guerra, pur lontana, continua ad abitare la sua esistenza. Il video moltiplica i punti di vista e costruisce una geografia dell’assenza, rendendo percepibile ciò che manca e ciò che resta.
Al centro del Terzo Canto si trova una donna palestinese che non può avere figli, in una figura ispirata a Wafa Idris. Il testo affronta il nodo del sacrificio e della costruzione della santità, portando la riflessione sul terreno del rapporto tra identità, martirio e violenza.
La relazione tra presenza scenica e dispositivi tecnologici è parte della struttura dello spettacolo. Voce, immagini e suono accompagnano i tre racconti e ne definiscono le differenti prospettive. Con un cast multiculturale e multidisciplinare, Badhan porta così in teatro interrogativi che attraversano il presente.
Lo spettacolo si inserisce in «Tra parole e cose», la stagione 2026/2027 del Teatro Filodrammatici, diretta da Tommaso Amadio e Bruno Fornasari. La produzione è di SlowMachine, con il sostegno del Ministero della Cultura. Completano la squadra gli assistenti alla regia Harbans Badhan e Alberto Baraghini e l’assistente tecnica Caterina Donadel. Le fotografie di scena sono di Elisa Calabrese.
Le quattro repliche sono in programma giovedì 22, venerdì 23 e sabato 24 ottobre alle 20.30, mentre domenica 25 ottobre lo spettacolo inizierà alle 16.00. La durata è di 60 minuti, senza intervallo.
Il Teatro Filodrammatici si trova in piazza Paolo Ferrari 6, angolo via Filodrammatici, a Milano. Il biglietto intero costa 25 euro; sono previste tariffe ridotte per convenzionati, under 30, over 65, CRAL, università e scuole. Sono validi tutti gli abbonamenti e i carnet Filodrammatici.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la biglietteria al numero 02 36727550 o scrivere a biglietteria@teatrofilodrammatici.eu. Ulteriori dettagli sul sito ufficiale del teatro, con acquisto online su Vivaticket.
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