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Ischia Film Festival 2026: il focus “Location Negata” accende i riflettori sui diritti umani e sui territori dimenticati

Ischia Film Festival 2026 presenta il focus “Location Negata”: dodici film dedicati ai diritti umani, ai territori dimenticati e alle storie di resistenza.

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The Spectacle di Bálint Kenyeres
The Spectacle di Bálint Kenyeres

Alla sua 24ª edizione, l’Ischia Film Festival rinnova il proprio impegno verso il cinema che racconta il rapporto tra persone e luoghi attraverso il focus speciale “Location Negata”, una sezione che quest’anno propone dodici opere provenienti da diverse parti del mondo, accomunate dall’attenzione verso diritti negati, identità cancellate e territori troppo spesso esclusi dallo sguardo dell’opinione pubblica.

Come sottolineato dal direttore artistico Michelangelo Messina, questa sezione rappresenta uno dei momenti più significativi della manifestazione, perché porta il cinema a confrontarsi con realtà difficili, spazi contesi e comunità che lottano per non essere dimenticate. Attraverso storie personali e collettive, i film selezionati mostrano come il concetto di luogo non sia soltanto geografico, ma profondamente legato ai temi dell’appartenenza, della memoria e della dignità umana.

Sei cortometraggi tra identità, assenze e ricerca di riconoscimento

La selezione dei cortometraggi esplora diverse forme di esclusione e invisibilità sociale. Tra le opere in programma figura The Spectacle di Bálint Kenyeres, presentato dopo il passaggio al Festival di Cannes, che affronta il tema della marginalizzazione attraverso lo sguardo di un giovane protagonista rom.

Tra le anteprime assolute spicca Il Digiunatore di Luigi Timpano e Federico Brullo, racconto sospeso tra realtà e leggenda che segue la vicenda di un uomo deciso a rinunciare al cibo in una città apparentemente indifferente al suo destino.

Arriva invece in anteprima europea Chro del regista iraniano Hamed Bahrami, storia delicata ambientata in un cimitero dove due persone accomunate dal lutto trovano un inatteso momento di vicinanza.

Completano la sezione The Drowned di Alessandro Reato e Davide Negri, ambientato tra le strade di Hong Kong, Clout del britannico Jordan Murphy Doidge, riflessione sul rapporto tra social media e ricerca della notorietà, e Sunday di Giulio Tonincelli, ambientato in Uganda e incentrato sul desiderio di emancipazione di una giovane ragazza.

Lungometraggi che raccontano la resistenza ai margini della Storia

Anche la selezione dei lungometraggi propone opere che affrontano temi di grande attualità sociale e politica.

Tra le anteprime internazionali figura Parallel City della regista romena Ana Mărgineanu, ambientato a Timișoara e dedicato all’incontro tra una donna in crisi e tre bambini afghani in cerca di un futuro migliore.

L’anteprima italiana Mundurukuyü – The Forest of the Fish Women, realizzata da Aldira Akay, Beka Munduruku e Rilcélia Akay, conduce invece il pubblico nel cuore dell’Amazzonia, dove la cultura indigena Munduruku intreccia tradizione, spiritualità e difesa dell’ambiente.

Particolarmente intensa si preannuncia l’anteprima campana di The Mission, firmata dal collettivo palestinese Gaza Collective, che segue il lavoro di un chirurgo impegnato a operare in condizioni estreme durante il conflitto.

A rappresentare l’Italia sarà Dom di Massimiliano Battistella, racconto del viaggio di una donna bosniaca che, a trent’anni dalla guerra, torna a confrontarsi con le proprie radici e con il passato lasciato alle spalle.

La programmazione comprende inoltre Les recommencements / New Beginnings di Isabelle Ingold e Vivianne Perelmuter, dedicato alle conseguenze della guerra e della devastazione ambientale nelle comunità native della California, e Nel buio dell’acqua / In the Darkness of Water dello spagnolo David Rodríguez de la Morena, incentrato sulla storia di Mauro Morandi, custode per decenni di un’isola che si trova improvvisamente costretto a lasciarla.

Un viaggio cinematografico nelle “geografie del silenzio”

Attraverso queste dodici opere, il focus “Location Negata” costruisce una mappa ideale di luoghi e persone che rischiano di essere cancellati dalla memoria collettiva. Dalle periferie urbane alle comunità indigene, dalle zone di guerra ai territori segnati dall’abbandono, il cinema diventa strumento di testimonianza e riflessione, restituendo visibilità a chi continua a rivendicare il diritto di esistere, appartenere e restare.

L’Ischia Film Festival conferma così la propria vocazione internazionale e il suo interesse per le produzioni capaci di raccontare il legame tra identità, territorio e diritti umani, offrendo al pubblico uno spazio di confronto sulle grandi questioni del nostro tempo.

L’evento è sostenuto dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo, dalla Regione Campania attraverso la Film Commission Regione Campania, da BONACINA e BPER Banca, e si svolge con il patrocinio dei Comuni di Ischia e Forio.

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