Home Progetti teatrali «Il ritratto di Dorian Gray» torna a teatro con Federica Luna Vincenti...

«Il ritratto di Dorian Gray» torna a teatro con Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo

Giancarlo Nicoletti firma un adattamento contemporaneo del romanzo di Oscar Wilde, tra culto della bellezza, desiderio e potere dell’immagine. Il debutto nazionale è previsto dal 16 al 18 ottobre 2026 al Teatro del Giglio di Lucca.

0
62
Federica Luna Vincenti e Alessio Vassallo
Federica Luna Vincenti (Dorian Gray) e Alessio Vassallo (Lord Henry Wotton) in «Il ritratto di Dorian Gray». Foto di Gianmarco Chieregato. Courtesy ufficio stampa.

Restare giovani, desiderabili, apparentemente perfetti. Il sogno di Dorian Gray attraversa il tempo e incontra un presente in cui l’immagine pubblica occupa uno spazio sempre più ampio nella costruzione dell’identità. Da questa tensione prende forma il nuovo allestimento teatrale de «Il ritratto di Dorian Gray», con adattamento e regia di Giancarlo Nicoletti.

A interpretare il protagonista sarà Federica Luna Vincenti, affiancata da Alessio Vassallo nel ruolo di Lord Henry Wotton e da Giulio Forges Davanzati in quello del pittore Basil Hallward. Completano il cast Brunella Platania, Matteo Milani, Gianluigi Rodrigues e Francesca Bruni Ercole.

Il debutto nazionale si terrà al Teatro del Giglio di Lucca dal 16 al 18 ottobre 2026, prima di una tournée che porterà lo spettacolo in diverse città italiane e a Bellinzona.

Un Dorian Gray immerso nel presente

Nicoletti porta il romanzo di Wilde fuori dalla cornice vittoriana, cercando nel suo nucleo narrativo le contraddizioni della società contemporanea. Il rapporto tra bellezza e reputazione, il bisogno di approvazione e la paura di perdere il proprio fascino diventano le coordinate di un mondo attraversato da schermi, registrazioni e sguardi continui.

La vicenda conserva il suo centro: Dorian, giovane di straordinaria bellezza, viene ritratto da Basil Hallward e subisce il fascino delle idee di Lord Henry. Il piacere diventa una guida, la giovinezza un valore assoluto. A raccogliere i segni del tempo e le conseguenze delle sue azioni sarà il quadro, mentre il suo volto continuerà a mostrarsi intatto.

Quella promessa di libertà si trasforma progressivamente in una dipendenza. Il corpo rimane immune, ma ciò che Dorian compie non scompare: si accumula altrove, nell’immagine che custodisce la parte nascosta della sua esistenza.

Federica Luna Vincenti e il peso dello sguardo

La scelta di affidare Dorian Gray a Federica Luna Vincenti è centrale nella lettura del regista. Attraverso una figura femminile, lo spettacolo mette in evidenza la pressione esercitata sui corpi chiamati a rappresentare bellezza, giovinezza e desiderabilità.

Il protagonista si trova così al centro di un sistema di aspettative e proiezioni: viene ammirato, desiderato e trasformato in un ideale dagli altri. La sua apparente autonomia convive con la necessità di corrispondere a quell’immagine.

Accanto a lui, il Lord Henry interpretato da Alessio Vassallo esercita una seduzione soprattutto intellettuale. Le sue battute e i suoi aforismi offrono a Dorian una visione dell’esistenza in cui ogni esperienza può diventare un esperimento estetico, senza che la responsabilità trovi davvero spazio. Basil rappresenta invece il legame più intimo e inquieto con il ritratto, nel quale teme di avere rivelato troppo di sé.

Il quadro diventa schermo e memoria

Telecamere, proiezioni, immagini frammentate e cornici luminose compongono il dispositivo scenico dell’allestimento. Il ritratto assume così molteplici forme: quadro, schermo, registrazione e archivio delle conseguenze.

Nell’impostazione di Nicoletti, questi elementi traducono teatralmente la distanza tra ciò che viene mostrato e ciò che viene vissuto. La visibilità costante convive con l’occultamento, mentre l’immagine finisce per conservare una verità che il corpo continua a negare.

Anche la compagnia partecipa a questa costruzione. Gli attori-performer assumono di volta in volta la funzione di società, coro, coscienza e memoria collettiva. Musica e interferenze sonore intervengono nell’azione, accompagnandone l’ebbrezza e l’inquietudine.

La rilettura accosta così il destino di Dorian alla ricerca contemporanea di un’immagine impeccabile. Al centro rimane una domanda: quanto può durare la separazione tra l’apparenza e le conseguenze delle proprie scelte?

La squadra artistica e la produzione

Le scene sono firmate da Emanuele Salamanca, i costumi da Nicoletta Ercole in collaborazione con Alessandra Carta, le musiche da Umberto Iervolino e il disegno luci da Giuseppe Filipponio.

Lo spettacolo è prodotto da Goldenart Production, Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Teatro Biondo di Palermo. La produzione esecutiva è affidata a Daniela Piccolo, l’organizzazione generale a Valentina Taddei e la responsabilità di produzione ad Antonella Lepore.

Le date della tournée 2026–2027

Il calendario comunicato dalla produzione prevede:

  • Dal 16 al 18 ottobre 2026 – Lucca, Teatro del Giglio, debutto nazionale.
  • Dal 23 al 25 ottobre 2026 – Torino, Teatro Alfieri.
  • Dal 30 ottobre al 1° novembre 2026 – Ferrara, Teatro Comunale.
  • 10 e 11 novembre 2026 – Bellinzona, Teatro Sociale.
  • 26 novembre 2026 – San Severino, Teatro Feronia.
  • Dal 27 al 29 novembre 2026 – Pistoia, Piccolo Teatro Mauro Bolognini.
  • Dal 10 al 13 dicembre 2026 – Trieste, Politeama Rossetti.
  • Dal 15 al 20 dicembre 2026 – Catania, Teatro Stabile.
  • 14 gennaio 2027 – Lecce, Teatro Apollo.

Sei iscritto a Casting News? Accedi all’area riservata di Casting News e consulta tutti i casting aperti per i progetti retribuiti.
Area riservata artisti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui