Ci sono cineasti che hanno lasciato il segno attraverso i propri film e altri che hanno cambiato il cinema anche offrendo a nuovi autori la possibilità di realizzarli. Roger Corman ha fatto entrambe le cose. Nel centenario della sua nascita, il Trieste Science+Fiction Festival gli dedica una retrospettiva che intreccia queste due anime, ripercorrendo il lavoro di un regista capace di attraversare i generi e di un produttore che ha riconosciuto il talento di alcuni futuri protagonisti del cinema americano.
L’omaggio si articolerà in sei proiezioni tra ottobre e novembre, con un primo ciclo al Cinema Ariston di Trieste e un secondo percorso durante la 26ª edizione del festival, in programma dal 3 all’8 novembre 2026. Ad accompagnare il pubblico sarà Julie Corman, produttrice e moglie del cineasta, ospite della manifestazione e chiamata a introdurre le proiezioni dedicate alla sua attività di regista.
Un legame con Trieste lungo oltre sessant’anni
La celebrazione ritrova a Trieste una parte significativa della storia di Corman. Nel 1963, alla prima edizione del Festival Internazionale del Film di Fantascienza, il suo «L’uomo dagli occhi a raggi X» conquistò il massimo riconoscimento della manifestazione.
Da quell’incontro nacque un rapporto proseguito negli anni, con il ritorno del cineasta in città come ospite del festival. L’attuale Trieste Science+Fiction Festival, erede della rassegna storica, rende così omaggio a una personalità che ha contribuito a definirne l’immaginario: un cinema curioso, indipendente e aperto alla sperimentazione.



Scorsese, Dante e Coppola nella palestra di Corman
La prima parte della retrospettiva esplorerà il ruolo di Corman come produttore e scopritore di talenti. Prima dell’apertura ufficiale del festival, il Cinema Ariston di Trieste ospiterà tre film firmati da autori che, agli inizi del loro percorso, trovarono nelle sue produzioni un’occasione per mettersi alla prova.
Il programma prenderà il via venerdì 9 ottobre alle 22.30 con «America 1929 – Sterminateli senza pietà» di Martin Scorsese. Seguiranno «Piranha» di Joe Dante, venerdì 16 ottobre alle 22.30, e «Terrore alla 13ª ora» di Francis Ford Coppola, venerdì 30 ottobre alle 22.30.
Tre appuntamenti che permetteranno di osservare un aspetto centrale della sua eredità. Nelle produzioni di Corman, budget contenuti e tempi di lavorazione serrati diventavano una scuola sul campo, nella quale giovani cineasti potevano sperimentare soluzioni, imparare il mestiere e iniziare a costruire il proprio linguaggio.
Dal gotico alla fantascienza attraverso tre film
Durante il festival, dal 3 all’8 novembre, l’attenzione si sposterà sul Corman regista, attraverso tre opere che restituiscono altrettanti percorsi della sua filmografia.
«La maschera della morte rossa» rappresenterà il versante gotico, tra i più celebri della sua produzione. Il film è uno dei titoli simbolo del ciclo ispirato alle opere di Edgar Allan Poe, nel quale Corman ha dato forma a un immaginario di grande forza visiva.
Con «Gas-s-s-s», la retrospettiva incontrerà invece il suo spirito più irriverente e controculturale, mostrando come la fantascienza potesse diventare terreno di provocazione e libertà espressiva.
Completerà il percorso «Frankenstein Unbound», che segnò il ritorno del cineasta alla regia dopo una lunga pausa. Una rilettura fantascientifica del mito di Frankenstein, scelta per raccontare la capacità di Corman di tornare sui grandi racconti del fantastico attraverso prospettive personali.
Julie Corman accompagnerà il pubblico nella retrospettiva
La presenza di Julie Corman offrirà un’occasione speciale per avvicinarsi all’opera del cineasta. Produttrice e compagna di vita di Roger Corman, introdurrà le proiezioni dedicate al regista, accompagnando gli spettatori nella riscoperta della sua eredità cinematografica.
Il tributo riunisce così opere e percorsi diversi, legati dalla stessa attitudine: trasformare i limiti produttivi in possibilità creative, esplorare nuovi immaginari e dare spazio a chi aveva ancora una storia da raccontare.
Fondato nel 2000 e organizzato da La Cappella Underground, il Trieste Science+Fiction Festival raccoglie l’eredità dello storico Festival Internazionale del Film di Fantascienza, svoltosi dal 1963 al 1982. Con questo omaggio, la manifestazione rinnova il proprio legame con uno dei protagonisti del cinema di genere, invitando il pubblico a riscoprirlo attraverso i suoi film e quelli dei talenti ai quali aprì la strada.














