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Venezia 83, a Tinto Brass il Premio Pietro Bianchi 2026

Un omaggio alla libertà espressiva di Tinto Brass, protagonista della preapertura della Mostra di Venezia con il restauro di «Col cuore in gola».

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Tinto Brass con Caterina Varzi
Nella foto Tinto Brass con Caterina Varzi. Foto di Leandro Manuel Emede / Netflix. Per gentile concessione dell’Ufficio Stampa.

Il riconoscimento dei Giornalisti Cinematografici Italiani celebra un autore libero e visionario. La preapertura della Mostra sarà dedicata a «Col cuore in gola», presentato in versione restaurata 4K

Il Premio Pietro Bianchi 2026 sarà assegnato a Tinto Brass. Il prestigioso riconoscimento, conferito dai Giornalisti Cinematografici Italiani (SNGCI) d’intesa con la Biennale di Venezia, rende omaggio ogni anno a una personalità di primo piano del cinema italiano.

Il tributo si inserisce nel programma della 83ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presieduta da Pietrangelo Buttafuoco e diretta da Alberto Barbera. Proprio a Tinto Brass sarà dedicata la preapertura della manifestazione, con la proiezione di «Col cuore in gola», film del 1967 che tornerà sul grande schermo in una versione restaurata in digitale 4K.

L’opera sarà presentata in anteprima mondiale martedì 1° settembre. Il restauro è stato realizzato dal CSC – Cineteca Nazionale, con il decisivo supporto di Netflix e utilizzando i materiali messi a disposizione dagli aventi diritto Compass Film.

Un autore radicalmente libero e anticipatore

Regista, sceneggiatore, montatore, scrittore e attore, Tinto Brass viene celebrato come uno dei protagonisti più originali e anticonformisti del cinema italiano.

Nella motivazione del premio, i Giornalisti Cinematografici lo definiscono un maestro di un cinema «radicalmente libero, visionario e anticipatore», capace di attraversare generi ed epoche conservando uno sguardo irriverente e profondamente vitale.

Nel corso della sua carriera, Brass ha sperimentato nuove forme narrative e visive, unendo il gusto per il cinema d’autore all’istinto del grande innovatore. Attraverso le sue opere ha sfidato convenzioni e regole dello sguardo, contribuendo alla creazione di un immaginario segnato da provocazioni culturali che hanno lasciato un’impronta nella storia del costume e dello spettacolo.

«Col cuore in gola» torna sul grande schermo

Diretto e montato dallo stesso Tinto Brass, «Col cuore in gola» è un thriller pop girato interamente a Londra e interpretato da Jean-Louis Trintignant ed Ewa Aulin. Il film inaugura la trilogia londinese del regista e si distingue anche per la speciale consulenza grafica di Guido Crepax.

Liberamente ispirato al romanzo Il sepolcro di carta di Sergio Donati, il lungometraggio è stato sceneggiato da Tinto Brass, Francesco Longo e Pierre Lévy-Corti, con le musiche di Armando Trovajoli.

La vicenda ruota attorno al breve e fatale incontro tra un attore francese e una giovane donna in stato di choc, trovata accanto al cadavere di un uomo. Il protagonista decide di aiutarla, ritrovandosi coinvolto in una storia sospesa tra mistero, seduzione e pericolo.

Considerato un manifesto del cinema libero e sperimentale degli anni Sessanta, il film presenta una costruzione visiva innovativa, influenzata dalla grafica, dal fumetto e dalla cultura pop dell’epoca. Il restauro in 4K permette oggi di riscoprirne la forza estetica e la sorprendente modernità.

La storia del Premio Pietro Bianchi

Istituito nel 1977 e assegnato in collaborazione con la Biennale di Venezia, il Premio Pietro Bianchi celebra nel 2026 i cinquant’anni dalla morte del giornalista e critico cinematografico al quale è intitolato.

Il riconoscimento è stato attribuito nel corso degli anni ad alcuni dei maggiori protagonisti del cinema italiano. Il primo a riceverlo fu Mario Soldati, seguito da autori come Cesare Zavattini, Alessandro Blasetti, Renato Castellani, Luigi Zampa, Alberto Lattuada, Mario Monicelli, Luigi Comencini, Giuseppe De Santis, Francesco Rosi, Dino Risi, Ettore Scola, Paolo e Vittorio Taviani, Luigi Magni, Carlo Lizzani, Bernardo Bertolucci e Michelangelo Antonioni.

Tra i premiati figurano anche gli sceneggiatori Suso Cecchi D’Amico, Age e Scarpelli e Tonino Guerra, gli autori della fotografia Giuseppe Rotunno e Vittorio Storaro e il montatore Roberto Perpignani.

Il Premio Bianchi ha inoltre reso omaggio ad attrici e attori come Sophia Loren, Claudia Cardinale, Virna Lisi e Michele Placido, oltre a importanti esponenti della critica e della comunicazione cinematografica, tra i quali Enrico Lucherini e Vincenzo Mollica.

Nelle edizioni più recenti il riconoscimento è stato assegnato, tra gli altri, a Marco Bellocchio, Giuliano Montaldo, Citto Maselli, Gianni Amelio, Enzo D’Alò, Gabriele Salvatores, Ermanno Olmi, Ugo Gregoretti, Dario Argento, Dominique Sanda, Stefania Sandrelli, Sergio Castellitto e Nanni Moretti. Nel 2025 il premio era andato al regista Antonio Capuano.

Con l’omaggio a Tinto Brass, il Premio Pietro Bianchi torna dunque a celebrare un autore che ha attraversato oltre sessant’anni di cinema mantenendo intatta la propria libertà espressiva e la capacità di sfidare le convenzioni.

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